L’Arte del Presepe Parte 3

L’Arte del Presepe Parte 3

Eccoci infine all’ultima puntata del nostro viaggio, vi abbiamo raccontato della tradizione italiana che fa capo alle città di Napoli e Bologna, ma oggi vogliamo presentarvi un quadro più generale dell’altre tradizioni regionali.

Il Presepe Siciliano

Il presepe siciliano ha una sua originalità, anche se sono evidenti gli influssi della scuola napoletana per la riproduzione di scene di vita quotidiana locale. A volte anche la tecnica è influenzata da quella napoletana, quando le figure vengono realizzate con anima in legno e fil di ferro e con vestiti di stoffa. Le aree in cui è più viva ed originale la tradizione del presepio sono quelle di Palermo, Siracusa, Trapani e Caltagirone. Particolarità siciliane sono l’uso della ceroplastica per realizzare le figure (usanza propria di Palermo e Siracusa) e l’uso di accessori d’oro e d’argento nella statuina del Bambino Gesù.

A Trapani i maestri trapanesi erano usi realizzare per le chiese e le dimore della ricca nobiltà dei secoli XVII e XVIII singoli pastori o composizioni presepiali di varie dimensioni, con gli stessi materiali con i quali erano soliti creare piccole sculture e statuine votive..Tipico è l’uso di materiali nobili come il corallo, affiancato all’avorio, alla madreperla, all’osso, all’alabastro e alle conchiglie. Alcuni tra i più preziosi sono oggi custoditi al museo Pepoli. A Caltagirone, dove è presente un’antica tradizione di produzione di ceramica, i presepi sono realizzati in terracotta. Tipica siciliana è la produzione di statuine in legno con vestiti in stoffa immersa in un bagno di colla che li rende rigidi e brillanti.

Il Presepe Genovese

Il presepe genovese vanta antiche e consolidate tradizioni, tanto da aver dato vita, nel Settecento, ad una vera e propria scuola, che si caratterizza per la minuzia e la pregevolezza dei materiali usati (dal legno alla ceramica, ma, anche, alla carta adoperata per produrre raffinate sagome disegnate) con cui – soprattutto nel passato – venivano rifinite nei minimi particolari le statuine. Fra i più famosi scultori di presepi del Settecento si segnala il genovese Anton Maria Maragliano. Tra i più significativi presepi genovesi ve ne è uno, infatti, organizzato a scena fissa ed impreziosito da statuine della sua scuola, tra le più rinomate nella produzione di figurine da presepe.

È di ambientazione prevalentemente urbana (con i tipici carrugi, ossia vicoli del centro genovese) e si trova nel Santuario di Nostra Signora di Carbonara (“Madonnetta”). Una considerevole collezione di statue originali del Maragliano (più di un centinaio) è conservata nel Museo del Presepe di Imperia. Fra gli altri presepi genovesi, di assoluto pregio sono, inoltre, quello della cattedrale di San Lorenzo (con l’importante gruppo marmoreo della natività) e quello della chiesa di Santa Caterina in Portoria. Da ricordare anche, tra i presepi recenti, anche quello del Santuario del Bambino Gesù di Praga, ad Arenzano, patria della ceramica non distante da Genova. È opera dello scultore Eliseo Salino.

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